martedì 19 giugno 2018

Ti guardo come fossi un tuo ritratto

"Ti guardo come fossi un tuo ritratto
gli occhi fermi ai tuoi occhi, da quest'ora

di pioggia e vento forte che non smette.
Cerco parole che non ci saranno

a dire quel che voce non può dire,
quel che si tace solo per paura

d'essere come siamo, al nostro meglio,
specchio d'un sogno che può farsi vero"
(Francesco Scarabicchi)


La raccolta "L'esperienza della neve" ha una sezione che si intitola "Missive" da cui estraggo questa lettera poetica. La invio ai rom, ai sinti, ai camminanti. Chi legge, sostituisca a sogno, la parola incubo. Otterrà il mio stato d'animo.


(un programma politico)





  

1 commento:

Anonimo ha detto...

"L'inadeguatezza del nostro sentire , il suo fallimento e' cio' che rende possibile la ripetizione di queste terribilissimecose, cio' che facilita il loro accrescersi, cio' che probabilmente rende addirittura inevitabili questa ripetizione e questo aumento. Infatti ad incepparsi non sono solo i sentimenti dell'orrore o della compassione , bensi' anche il sentimento della responsabilita' che si arresta non appena si sia superato una certa grandezza. E poiche'vige questa regola infernale , il "mostruoso"ha via libera .
Gunther ANDERS

Specchio di un incubo che puo' farsi vero
il mio stato d'animo - Annunziata