mercoledì 23 maggio 2018

Philip Roth



Dream
When you're feelin' blue
Dream
That's the thing to do
Just watch the smoke rings rise in the air
You'll find your share of memories there
So dream
When the day is through
Dream
And they might come true
Things never are as bad as they seem
So dream, dream, dream
("Dream" canzone di Johnny Mercer)  


In epigrafe di Pastorale Americana, Philip Roth riporta il testo di Dream, una romantica canzonetta, come lui la definisce, degli anni Quaranta. Tutti i suoi libri sono pieni di citazioni di melodie zuccherose o jazz, che sanno di balli nella palestra del college e di grandi pomiciate, ed come se costituissero la colonna sonora del sogno americano, come se lo Svedese, Bucky di Nemesi, Coleman de La macchia umana o Nathan de La lezione di anatomia le canticchiassero con il lettore. 
Le note orecchiabili unite alla semplicità delle parole ci riportano a quel mito americano, glassato e spensierato, che Philip Roth infrange spudoratamente in ogni sua riga.
Leggere i suoi libri quando sapevo che c'era, che esisteva, che cenava e poi dormiva, che guardava dalla finestra o si infilava i calzini, lo vivevo come un privilegio.
Questo scrittore è stato, ed è, la mia colonna sonora letteraria, e oggi sono tanto triste.

(RIP)






1 commento:

Anonimo ha detto...

Dal libro "Patrimonio " di Philip ROTH
"Il giorno dopo, quando Lil telefono' da Elizabeth per sapere come stava , sentii che le diceva:"Philip e' come una madre per me".Rimasi sorpreso . CREDEVO CHE AVREBBE DETTO COME UN PADRE, ma la sua descrizione era in realta' piu' sottile delle mie banali aspettative .

Ho sentito parlare di ROTH anni fa a Mantova da Recalcati , ho letto i suoi libri. l' altra sera nella trasmissione "lessico FAMIGLIARE " ancora Recalcati ha citato il libro "NEMESI"di ROTH a proposito di figli .Oggi mi sento orfana per la seconda volta di una madre e un padre . Annunziata