giovedì 20 settembre 2018

Il quotidiano lancinante


In questa cucina invasa dal vapore
non ho un viso e tantomeno un nome.
Svuoto le buste della spesa senza mettere ordine davvero.
Salgo su uno sgabello, prendo dallo scaffale più alto
un barattolo di sugo. Il gatto sale con me
si ferma su un gradino.
Guardiamo in basso insieme
per contemplare il nostro purgatorio:
resti da cucinare, immondizia, piatti da lavare
ma la luce che filtra dalle scale
basta per acquietare le nostre anime tremanti di animali.
("Te lucis ante" di Antonella Anedda)

Quando esce l'ultimo libro di poesie di un poeta amato sono euforica, posso aggiungere un altro tassello alla mia storia. Leggendo Antonella Anedda, il suo quotidiano lancinante diventa il mio, quelle buste della spesa, lo sgabello, i piatti da lavare, tutto mio. Metto in ordine me stessa immersa nella luce aneddiana, fosca e dorata, polverosa, che lentamente avvolge. 
Te lucis ante cantavano a sera i monaci benedettini affinché gli incubi non assediassero i loro corpi dormienti, Te lucis ante ripete Anedda sussurrandomi all'orecchio, come una mistica che sa della mia giornata.






2 commenti:

Anonimo ha detto...

Da questa emozionante e struggente poesia , scaturiscono immagini mentali e visive, dove tenebra e luce - gravita' e leggerezza si mescolano.
Solo i poeti compiono " miracoli".
grazie Susanna
Annunziata

Silvia legge ha detto...

Oibò..