giovedì 9 febbraio 2017

Ciak Rigopiano


Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende  
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli-
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d’inferno
degli atomi e il conato
torbido d’alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori
(Andrea Zanzotto "Esistere psichicamente", da Vocativo) 


Visse a lungo, Andrea Zanzotto. Ebbi modo di telefonargli, ogni tanto, per chiedergli un intervento in trasmissione, una sua qualche impressione su quanto succedeva intorno... Ero sempre intimidita, impacciata da tutta quella intelligenza all'altro capo del filo, ma mi piaceva farla io, quella telefonata difficile. Immaginavo ogni volta che lo raggiungessi su una poltrona davanti a una finestra di un condominio qualsiasi a Pieve di Soligo mentre, lui, il "poeta", guardava qualcosa che non si vede facilmente. 
Il suo paesaggio intellettuale diventava più rarefatto, sempre più criptico. Il suo sguardo registrava una natura sempre più sospesa. Inafferrabile a pupille poco allenate. 

Non ci credo quando leggo che si chiamerà "La valanga" la mini serie televisiva ispirata dalla tragedia di Rigopiano (leggi QUI). Non ci credo.
A chi ha avuto questa idea, "dedico" le parole di uno dei più grandi poeti del nostro novecento. Precisamente gli ultimi cinque versi.


("terra-carne"dentro un cipresso romano)
  

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