martedì 22 settembre 2015

Erri De Luca

Attraversando montagne
ancora montagne
montagne in inverno
(Santoka 1882-1940)



Penso che gli scrittori non debbano essere immuni "in quanto scrittori" dalle regole della comunità perché questa condizione sminuirebbe il valore delle loro parole. L'indulgenza la si applica ai bambini, ai dementi, eccetera eccetera. Se trattiamo gli scrittori come "entità scrittori" perderemmo il senso delle loro parole e le svuoteremmo, sarebbero come giullari che possono dire tutto e il contrario di tutto e saremmo autorizzati a pensare "tanto fa lo scrittore!"

Ma se è un reato dire che la TAV andrebbe sabotata, non è un reato invocare le ruspe sui campi profughi? Tutti i giorni? Sui giornali, in tv, sulle felpe, nei comizi? E girare con la scorta a protezione di queste parole, non è un reato nel reato?
Ecco come la penso sulla questione e perché anche io #stoconerri unendomi, con un haiku sulla montagna, ai tanti scrittori e lettori che stanno con lui.


(sfumature)




3 commenti:

massimogiorgio ha detto...

Una semplice curiosità.Cosa pensi veramente delle religioni e dei non credenti.Ciao.

Susanna Tartaro ha detto...

che siamo liberi di credere e di non credere. e io rispetto chi crede e chi non crede. forse chi crede lo invidio pure...ciao s.

massimogiorgio ha detto...

Non credo proprio.Non penso che rispetti quelli che tagliano le teste e vendono le schiave e dopo lo stupro pregano il loro dio.Io sono più "feroce".Non sopporto nemmeno quelli che ti assillano per convertirti per non parlare del disagio di fronte a certe manifestazioni di "stupidità".Sicuramente non odio i credenti per la loro fede quando si tratta di libera scelta con tanto di possibilità di eventuali ripensamenti.Auguri anche per il tuo amico.Non la penso assolutamente come lui ma spero che non finisca in prigione.Buona notte.