martedì 14 ottobre 2014

Kigo stagionale

Piove 
sul mio villaggio natale
cammino scalzo.
(Santoka 1882-1940)


Il kigo di questo malinconico haiku di Santoka, la pioggia, richiama la stagione autunnale. Vi ricordate la piccola lezione di grammatica sugli haiku? Componimento breve, strutturato in diciassette sillabe (5-7-5) non in rima ma con un preciso ritmo interno ottenuto dal poeta attraverso allitterazioni e ripetizioni che purtroppo si perdono nella traduzione. Il resto della lezioncina, se avete voglia leggetelo QUI.
Comunque, lo haiku prevede sempre un kigo, ovvero l'elemento stagionale. 
Bello eh? Raffinato. Armonico. Vi sembra un mondo lontanissimo? Irraggiungibile per sintesi poetica?
Ma no, non preoccupatevi! Anche in Italia abbiamo il nostro bel kigo stagionale legato all'autunno! A differenza del Giappone, è meno impalpabile e leggermente più esplicito - dato il nostro carattere più caldo, mediterraneo, estroverso - in alcune zone si usa "alluvione". In altre, "frana". In città "crolli", "allagamenti". Se si abita vicino a un fiume preferibili "tracimare", "esondare", "inondare". 
Ma ci sono anche kigo più allusivi e sofisticati, legati ad antiche italiche tradizioni: "malaffare", "cemento", "disboscamento".


("Che tempo fa?")










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