lunedì 23 novembre 2020

Paul Celan

Filamenti di sole
sopra lo squallore grigionero.
Un pensiero ad altezza 
d’albero s’appropria il tono
che è della luce ancora
vi sono melodie da cantare
al di là degli uomini.
(In “Svolta del respiro” di Paul Celan, trd. Giuseppe Bevilacqua)

Ieri ci siamo rifocillati d’aria e luce. Abbiamo preso la macchina puntandola verso una campagna vicina, pochi chilometri - non abbiamo bisogno di distanze ma di vicinanze - e iniziato la passeggiata. Il Tevere fluiva nel suo letto naturale ancora ignaro del traffico e dei ponti di marmo, e gli aironi puntellavano l’acqua con zampe spillo. Un viale di querce, poi di canne, la terra morbida sotto le suole e le pecore che si spostavano come nuvole sul cielo verde, spazzate via da cani ruvidi che ci avvisano di qualcosa abbaiando. La svolta del respiro per noi.


                                                                   (Paul Celan 1920-2020)



2 commenti:

  1. Si, smania di natura mai come in questo momento, voglia di verde , silenzi e odori invernali , via dalla pazza folla. O di spiagge silenziose , di mare vuoto, con le sue pozze trasparenti per ficcarci i piedi, saltellando per il freddo e guardando l'orizzonte. Ma comunque sentendo sempre in un angolino del petto un piccolo disturbo inquietante. Non passa.

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  2. "Non abbiamo bisogno di distanze ma di vicinanze" In questa frase c'è l'essenza, naturalmente...

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