martedì 28 novembre 2017

La scimmia di Novembre


Questa morte è un’officina
ci lavoro da anni e anni
conosco i pezzi buoni e quelli deboli,
i giorni propizi, la virtù
di applicarsi minuto per minuto e quella
di sostare, sostare e attendere
una soluzione nuova per il guasto.
Vieni, amico mio, ti faccio vedere,
ti racconto.
*
Tutto cominciò in una cameretta
con i regali e le candeline
che in un soffio spensero mio padre
fermo nella sua giacca per sempre
e un cerchio di puro niente mi assalì
in un solo attimo franò sul tavolo
e mi mostrò cento di questi giorni.
*
E ha cominciato a parlare,
quella figura plenaria,
come il capobranco della nostra fine
soffocava il lievito felice,
affondava con il piede la barca
infantile di due foglie
ci lanciava il suo avvertimento.
*
Non puoi immaginare, amico mio, quante cose
restano nascoste in una fine, non puoi
capire il pietrame triturato
che diventa la tua vita
eppure era bella, lo ricordo, era quella
che il vigore cosmico chiedeva, una giovinezza di frutteti,
l’arte suprema che mia madre augurava.
*
Non so, credimi, se riuscirò. Ascolta,
vienimi vicino, posso dirti che il sangue
zampilla scuro ma non riesco a cancellarmi
c’è un silenzio fatato che in me respira,
un sussurro di quaderni scritti a mano
e la parola precisa, dio mio, quella parola
che alla trincea della fine mostrò un frutto.
*
Vicino alla morte tutto è presente
non c’è infanzia né paradiso
tu cadi in un urlo segreto
e non parli
cerchi un arcano
e trovi solo materia, materia
che non trema e ti guarda impassibile
e avvicina muta i due estremi.
*
Sono in un segreto frastuono
sono in questo cortile d’aria
e ogni parola di lei violaciocca
mi fa pensare a ciò che sono
un povero fiore di fiume
che si è aggrappato alla poesia.
(frammenti da "Incontri e agguati" di Milo De Angelis)


Era solo una settimana fa, era sera tardi, quando, per la prima volta, ho visto il cadavere di un uomo per terra. Un ciclista travolto da un'auto? Sì, ecco laggiù la bici. Il lenzuolo bianco, la macchia rossa e le sirene blu che lampeggiavano. Vi assicuro che non c'era rumore alcuno, come se tutto si fosse insonorizzato di colpo. 
La vita che fa da contorno alla morte procede come sempre, si sa, ma è come se non facesse più rumore. L'ho capito nove anni fa, era ancora novembre, nel casino di una corsia d'ospedale dove eravamo afoni, tutti come senza audio.  
Novembre ha questa scimmia dentro, e la sua cupezza e il suo grigio stridono con le giornate di sole che spesso ci propina. 
Anche ieri che si è spenta un'altra vita - e chissà quante altre con lei - il rumore si è interrotto per un po' per chi è rimasto. Mentre il sole continuava a splendere.

(viaggio)






1 commento:

Anonimo ha detto...

Era la mattina del giorno 9 settembre '17 .
Nella chiesa di SAN BARNABA a MANTOVA , Milo DE angelis , leggeva le sue poesie .
Una poesia l'aveva scritta e dedicata a un suo amico .
Io ero li'.
"C'E' UNA COSA CHE DISTINGUE LE LACRIME DA ALTRE MANIFESTAZIONI DELLA
NOSTRA VITA INTERIORE :ESSE SGORGANO DAGLI OCCHI E SONO LA TESTIMONIANZA CHE QUALCOSA E' ACCADUTO . JAMES ELKINS
Annunziata