lunedì 6 giugno 2016

Il giorno dopo

Sopra l'altare
canta seduto
un grillo
(Issa 1763-1828)


Se come altare consideriamo quello romano, quello bianco e nero denominato Altare della Patria, monumentone funereo e spartitraffico, allora il grillo è proprio quello.

Abito lontano dal centro classico e neoclassico insieme, dove i "fori" diventano "fiori" decò, da quella Roma un po' vecchia cartolina anni sessanta, da quel Palazzo Venezia lì di fronte che ancora blatera alla folla, abito lontano. Devo attraversare mezza città, schivare buche con il mio motorino, evitare sportelli aperti a sorpresa, seguire per un bel po' il corso del Tevere, vedere cambiare le facciate delle case che vi si affacciano beate da sempre. Fendo auto e umani, con il mio motorino, turisti che poi, sempre più lontano da laggiù, dal quel centro meraviglioso, diventano migranti che ai semafori mi chiedono qualcosa che non so dare loro.
L'altare è lontano ma quel cri cri arriva fin a qui.


(Visione aerea)





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