sabato 23 giugno 2018

La bellezza di una parete


Dolcissimo è rimanere
e guardare nella immobilità
sovrana la bellezza di una parete
dove il filo della luce e la lampada
esistono da sempre
a garantire la loro permanenza.

Montagna di luce ventaglio,
paesaggi paesaggi! come potrò
sciogliere i miei piedi, come
discendere – regina delle rupi
e degli abissi – al passo involontario,
alla mano che apre una porta, alla voce
che chiede dove andrò a mangiare?
(Patrizia Cavalli)


Quando sono sola, sguazzo in casa come dentro una piscina. Posso schizzare, tuffarmi a bomba, faccio il morto a galla e guardo nella immobilità sovrana la bellezza di una parete. Il mio disordine inizia dalla sedia quando si entra, fa il giro della casa, e poi torna lì e si accuccia come un vecchio cane fedele. È imprevedibile, fa piccoli regali preziosi. E' dissipatorio, ironico e fa pensare. Cinque euro dentro una tasca, un calzino spaiato, un vecchio biglietto accartocciato datato 2010 - otto anni, da saltino del cuore -, gli occhiali chiusi nel pensile della cucina. "A portata di mano!", penserò inforcandoli, quando le etichette, e il mondo, mi appariranno.


(Disordine di compagnia)



  

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