lunedì 25 giugno 2018

Casa di un attimo


...
Forse,
se al ritorno allunghiamo la gita
prendendo un po’ più su
dove i prati si fanno bosco,
troviamo una poiana, una ghiandaia
o almeno uno scoiattolo sicuro
che nessuno lo scuoi.

Dobbiamo contentarci di guardare
le pecore che inquinano il ruscello.
Ed eccole le vacche senza corna
che levano il muso dal greppo
per guardarci con una mestizia
mai vista.
...
(da “Con Tullio” di Giorgio Orelli)


La vedo sempre quando ci passo davanti con il treno, la mia casa-di-un-attimo.
Ha finestre con gli scuri di legno, il tetto di coppi vecchi, un grande albero sotto il quale ho messo un tavolo con le sedie, ci si mangia e qualcuno torna dentro a fare il caffé, qualcuno vuole il caffé? Sopra la mensola fiori freschi colti in giardino, grappoletti di rose campagnole dentro un vaso di  vetro blu. L'armadio con vestiti leggeri o belli caldi per quando il caminetto-di-un-attimo sarà acceso. Sulla porta un geco che con la coda fa una minuscola meridiana. Dura un attimo la mia casa-di-un-attimo, il tempo di un treno in corsa, poi è già passata. Ma è provvista di ogni confort.


(in viaggio)



1 commento:

  1. Che emozione ! sono andata a rileggermi una dolce e tenera poesia di Palazzeschi
    La casa di Mara e' una piccola stanza di legno.
    A lato un cipresso l'adombra nel giorno.
    Davanti vi corrono i treni...

    I treni le corron veloci davanti
    portando la gente lontano...
    I treni mugghiando s'incrocian dinanzi alla casa di Mara volando

    cari saluti Annunziata

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