giovedì 19 ottobre 2017

Lo zen e l'arte della manutenzione dei rapporti tra esseri umani


È di rugiada
è un mondo di rugiada
eppure eppure
(Issa Kobayashi 1763-1828)




Non sono zen, affatto, eppure eppure continuo ad avere fiducia negli esseri umani. Ma ogni tanto sono mazzate. E in testa.

Era dopo uno spettacolo di cui ho amato molto il testo, la sua complessità mi appariva un valore, né sterile né virtuosistica, per farvi capire. Un testo che chiede di pensare, nulla di più, e parlarne pubblicamente dopo la rappresentazione, con l'autore e con chi aveva realizzato lo spettacolo, mi sembrava una bella occasione. Per tutti. Per loro, per me, per chi ha assistito, per chi ci ha lavorato. Per capire.
Eppure eppure 
Quando si sono accese le luci, la performance sembrava ancora palpabile sul palco, gli spettatori strizzavano gli occhi per i faretti che illuminavano la sala a giorno dopo il buio. La scenografia tornava ad essere un mucchio qualsiasi di roba da accatastare ai lati della scena, gli strumenti musicali sparivano nelle custodie... 
Com'è violento il passaggio da "lì" dove eravamo tutti, insieme, un corpo solo, a "qui", pensavo riflettendo su "quel" tipo di violenza. 
Brevissimo dibattito e poi il fatidico "domande del pubblico".  
E così, ho avuto la sensazione precisa di quanto siamo cambiati e in peggio e in modo realmente profondo. 
Nulla di gravissimo, solo un segnale. Preciso, però.  
Ora. Ci sta che qualcosa non piaccia o che non piaccia tutti, ma in nome di che si parla con tanta sicurezza? In nome di quale diritto del lettore o dllo spettatore la "complessità" non deve avere spazio? O peggio, in nome di quale posticcia accezione del significato di democrazia (leggi: mancanza di rispetto) ci si esprime?
Non sono zen, affatto, continuo ad avere fiducia negli esseri umani, ma mi sembra evidente che questo benedetto mondo di rugiada, a volte, è di rara pesantezza.

(non sparate sul pianista)
  



1 commento:

Anonimo ha detto...

A teatro , al cinema ai festival entri in contatto con il sacro che incontra
la parola portandoti in zone terremotate dell'essere . Come dice il filosofo GARIMBERTI .

NEL SACRO CI VIVONO I POETI E I BAMBINI
io umilmente aggiungo che nel sacro ci vivono anche donne e uomini cue si nutrono di poesia . LASCIAMO A LORO LA PAROLA
CON STIMA ANNUNZIATA