venerdì 11 agosto 2017

Il mondo in tasca


(...) 
Mondo
che in molte guise
ma sempre in te stesso ti trasformi
m'hai fatto e mi disfai
e nella tua continuità mi annienti -
così solo mi esalti. Com'è sia.
(da "Sotto specie umana" di Mario Luzi)


Rientrare in albergo. L'aria condizionata quando inserisci la card e le luci che si accendono con il televisore, il letto rifatto a puntino, bello teso, fresco. La scrivania e i suoi confort, sempre gli stessi, la cartella rigida, il menù per pranzi in camera con i consigli dello chef, il blocchetto per appunti che non si prenderanno mai, una biro. Il porta telecomando. 
Uscire dalla doccia e bagnare tutto per terra, non importa - nessuno ti dirà nulla -  fare pozzanghere ovunque, tanto non importa, e si può pure lasciarla in disordine, la camera, che si rimetterà a posto da sola anche se al piano non si vede mai nessuno. 
Varcata la soglia, il "tunf" della porta nel corridoio di moquette, tutto si riordinerà; il lenzuolo distenderà ancora una volta le sue pieghe, il frigobar si riempirà dell'acqua minerale mancante. 
E io rientro nel mondo.

(piccolo mondo antico)

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