giovedì 11 maggio 2017

Rom-a brucia



Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telai, vetri.
Un'apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena

nè alzare la testa,
per osservare il cielo.
L'ho dietro di me, sotto mano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso
(da "Il cielo" di Wislawa Szymborska)


Una poesia che sa di aria. 
Sarebbe doloso l'incendio in cui hanno perso la vita tre sorelline rom che vivevano in un camper parcheggiato su viale della Primavera a Roma. 
Ho sottolineato alcune parole che, isolate, suonerebbero diverse. Un trucco inutile per cambiare l'epilogo di questa storia, per forzare il destino di Elizabeth, Angelica e Francesca.(notizia QUI)

La figura del rom rappresenta l'inavvicinabile, l'oscuro, l'ingestibile. 
Sono la nostra ombra, il nostro specchio deformante, i rom rappresentano quello che non vorremmo mai essere, le unghie sporche e i denti d'oro che non vorremmo mai avere.
La cultura rom richiede una sospensione del giudizio, se non ci sforziamo in questa direzione vincerà sempre il degrado, il razzismo e la paura. 
Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso

(campo)






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