martedì 30 maggio 2017

Firma copie


Parole – vetri
che infedelmente
rispecchiate il mio cielo –
di voi pensai
dopo il tramonto
in una oscura strada
quando sui ciotoli una vetrata cadde
ed i frantumi a lungo
sparsero in terra lume –
(Riflessi di Antonia Pozzi)



La penna sarà pure da qualche parte e le persone in fila sorridono. Finalmente a tu per tu con lo scrittore preferito. 
Sulla prima pagina, quella bianca, scriverà la data con il luogo dove si trovano adesso. Distogliere lo sguardo. Il resto sarà meglio leggerlo più tardi, da soli. 
Volano particelle luminose di trepidazione, di imbarazzo, come piccole dichiarazioni di amore, nell'attimo in cui il libro ritorna tra le mani di chi lo ha scritto.
Leggo il labiale: "Sa, il suo libro è bellissimo", "Mi ha molto aiutato in un periodo difficile", "Anch'io so bene di cosa parla nel suo romanzo". 
Leggo l'orgoglio e il il pudore.
Intorno, i ragazzi con la maglietta "staff" si affannano a far sgombrare la sala, i tecnici arrotolano i cavi dell'audio, due bambini giocano a rincorrersi tra le sedie ormai libere. 
Ma il gruppetto firma-copie resiste, sembra proteggere il suo scrittore.
Non sento quello che dicono, sono troppo lontana. 
Raccolgo i minuscoli frantumi di vite lasciati sparsi, che luccicano ancora per aria. E li conservo.


(un salone del libro)




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