martedì 11 aprile 2017

"Igor il russo"


E’ fuggito un toro nero
erra sul cavalcavia
impaurendo il traffico,
lo rincorriamo
impugnando coltelli
bastoni elettrici e birre
corre si ferma torna
arrivano i carabinieri coi mitra,
ora è steso su un velo d’erba
e sussurra qualcosa alle mosche.
(Ivano Ferrari)



Leggiamo le notizie sul crudele "Igor il russo", quello con le virgolette perché russo non è, ma è di un est qualsiasi, non ti sbagli, un est cattivo e lontano.
Fugge, "Igor il russo" con le virgolette, e si lascia alle spalle la lunga scia di sangue che annusano cani "molecolari", sì, ora tutti diciamo così, "molecolari", con le virgolette anche loro perché ci siamo preparati leggendo i giornali e guardando leviteindiretta, noi, e, in ottocento, tra poliziotti e cittadini comuni, seguiamo le sue impronte lasciate nel fango.

erra sul cavalcavia
impaurendo il traffico

Sii benedetto igor il russo, tu che sei la mia catarsi, il mio capro espiatorio, il mio mazzabubbù che si porta via tutte le altre mie paure! E che, con il tuo rassicurante cipiglio da orco cattivo, con il tuo aplomb da mostro, e la tua mazza ferrata, ti fai capire da tutti, grandi e piccini.
Ché finalmente, nell'epoca degli attentati e del terrore liquido, abbiamo paura di una cosa bella chiara. Chiara senza virgolette.

(recinto per cattivi)










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