giovedì 30 marzo 2017

La La Island



Gli storni in fila
nella grigia recinzione
di fronte la casa grigia
nella nebbia
intraprendono
il volo
Con le loro ali nere
dalla nebbia
alla luce
("Immagini in bianco e nero" di Gyrðir Elíasson)



Mentre con la Brexit Londra si allontana, io mi avvicino all'Islanda.

L'Islanda è uno spicchietto di Europa, uno scoglio lontano scagliato a casaccio nell'Atlantico, tra Groenlandia e Gran Bretagna, che scoprimmo sul nostro sussidiario di quinta e da allora sta lì, in attesa di un po' di soldi in tasca per andarci.
Non confonderla con l'Irlanda può tornarci utile per le parole crociate e, metti che uno non si ricordi il nome di quel getto improvviso di acqua bollente che viene su dalla terra, e noi diciamo geyser, ci fa fare anche una bella figura. Ci torna comoda se vogliamo citare al volo Leopardi, per esempio. O ancora, se siamo in vena di rimorchio, con un cd dei Sigur Ros o di Bjork seduciamo facile facile chi ama quei loro miagolii.
L'Islanda è fichissima. 
Intanto è un'isola che non vuole isolarsi, che lotta con la sua natura matrigna, piove sempre, cerca la luce in quel bianco e nero così nebbioso che leggiamo in questi versi. 
Fiumi gelidi corrono verso il mare di ghiaccio, pianure desertiche attraversate da piccoli pony e strani uccelli "pulcinella" dal becco colorato e dall'aria simpatica. Il cielo si screzia di colori improvvisi di aurore in photoshop.
La letteratura? Relativamente recente e poco tradotta, molte saghe medievali di quelle che se uno le racconta attorno a un fuoco, e con un bicchiere di vino in mano, vengono meglio. La cucina islandese? Non pervenuta. 
L'Islanda è vulcanica, come le soluzioni economiche recentemente adottate che le hanno permesso di non inabissarsi tra il 2008 e il 2011. E in questi giorni ha tradotto in una legge la parità di trattamento in materia di stipendio tra uomini e donne (notizia QUI) ed è in pieno baby boom.  
Ricordo che un paio di anni fa, dodicimila suoi cittadini hanno chiesto al Governo di poter ospitare "personalmente", questa era la parola usata nella richiesta ufficiale, i rifugiati siriani. "Personalmente" ovvero accoglienza come solidarietà e anche vantaggio pratico, non come una sciagura.
Ultima considerazione: ha pure una bella bandiera bianca, rossa e blu che non fa certo rimpiangere quella inglese. 

(Notte boreale di Roma Nord)












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