martedì 14 marzo 2017

Il vero salutismo


Ciao faccia bella,
gioia più grande.
Il tuo destino è l’amore. Sempre.
Nient’altro. Nient’altro nient’altro.
(Mariangela Gualtieri "Paesaggio con fratello rotto" da Canto di ferro)


Nella mia amata città, Roma ingrugnata e incarognita, nel traffico o tra vicini di pianerottolo, un sorriso è inaspettato, il saluto sembra terroristico (ho visto gente tremare dalla strizza) e fare ciao ciao con la mano viene visto come un gesto sovversivo. 
Faccio parte della setta dei "salutisti". Non fraintendetemi, vi prego. Non mi nutro di bacche e semi e se sento nell'aria il profumino di un panino con polpetta scatto sempre sull'attenti in modalità Poldo. Non parlo di "quel" salutismo, quel vegan-bio-fit-gym che ti fa stare in forma ma ti rende aggressivo come un serial killer o un fissato ossessivo quando va bene, ma di quell'altro salutismo, quello che si fa con la mano o dicendo "buongiorno".

Ciao faccia bella. 

Rifletto sulla notizia che fa discutere oggi, vietare il velo sul lavoro (QUI). Si è trattato di una forma di discriminazione? In una società che vuole chiamarsi civile, non sarebbe opportuno che i segni evidenti di un qualsiasi credo religioso trovino posto esclusivamente nei luoghi riservati al culto? Per rispetto, non per paura. Potremmo mai tornare ad una religiosità di tipo intimo e quindi meno strumentalizzabile?
Nel dubbio, abbassare la guardia lo trovo così rilassante. 
Amo il salutismo, lo pratichiamo in pochi. Cerco adepti.

(socievole da sempre)



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