martedì 21 marzo 2017

Giornata della Poesia



Come pensare l’orrore in questo cortile
in questa città europea.
Perché vedere l’immagine di un crimine?
È mattina, il brodo sul fuoco
la biancheria da stendere, le lenzuola da piegare.
Parlo da sola. Parlo da solo.
Do del tu a me stessa. Do del tu a me stesso:
sfilati lentamente, fingiti morta – morto come i bruchi.
Oppure prova a virare
senza muovere le labbra inverti la rotta del male.
Prova da qui dal rettangolo che percorri in questa vita
prova a dire il soffio delle cose.
(Antonella Anedda "Voci sovrapposte")


Antonella Anedda illumina quella zona tra quotidiano (lenzuola da piegare) e assoluto (la città europea, la rotta del male) evidenziandoci un punto oscuro, un limitare che sfugge. Non schiarisce nulla Anedda, non edulcora, eppure i suoi versi risultano di una profonda dolcezza restituendo al lettore qualcosa di materno, di atavico.
Anedda ha una voce che ha del soffio, la ascolterete in radio stasera, una voce-soffio e che si offre con fatica, a chi sa ascoltarla.

Oggi 21 marzo tutta Radio3 parlerà quindi anche con la voce dei poeti. In ogni trasmissione ascolterete autori molto diversi l'uno dall'altro che leggeranno versi accomunati da un richiamo alla natura, alla primavera. 
Per questa richiesta sono partita dal kigo, l'elemento stagionale, dell'haiku giapponese, ma nessuno lo sa. Tranne chi, come voi, festeggia questa giornata ogni giorno, insieme a me.

(Poesia nelle cose)









  

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