venerdì 3 febbraio 2017

Confessione


Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
(“Amore dopo amore” di Derek Walcott)


Stare nella testa di un altro. Guardarci dentro. E' un superpotere che mi è toccato in sorte da quando ho scelto di condividere la mia vita con uno scrittore che ha fatto, di fatto, della sua scrittura la sua vita. Saluterai te stesso arrivato alla tua porta, nel tuo proprio specchio.
Rispecchiare.
Ho iniziato, giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, a sentirmi parte di una zona oscura, sotterranea. Leggo il buio di un subconscio che non è il mio senza cercare la luce, come se scegliessi di un albero amato, a cui mi aggrappo, di abbracciare le radici e non il tronco solido e frondoso che piace a me e che gli "altri" preferiscono. 
Ecco la sensazione quando leggo o sono personaggio tra personaggi, mi fa un male euforico da anni. Ma mi sembra, comunque, ogni volta un privilegio.
È festa: la tua vita è in tavola.














1 commento:

Stefano ha detto...

E troppo suggestivo, troppo intenso, troppo complicato per il mio piccolo cervello....