lunedì 16 gennaio 2017

Aleppo dal divano


Cammino e dietro camminano le stelle 
verso il domani delle stelle
l’enigma, la morte, quel che fiorisce e la fatica
sfinisce i passi fanno sangue di me esangue
sono cammino non iniziato
non vi è giacimento a vista –
cammino verso me stesso
quel che verrà a me stesso
cammino e dietro camminano le stelle.
"Cammino" di Adonis, 1998

Cammino, dice Adonis e sembra parlare per la sua Siria.
Milioni di persone profughe in cammino cercano asilo, qualcuno di loro popola alberghi prestati, la maggioranza si sposta cercando un posto possibile, un magma umano che nessuno sembra vedere come una possibile risorsa (più della metà rappresentata da minori e ragazzi) è, agli occhi della decrepita Europa, solo un problema.
I migranti come una "nazione sconfinante".

...

Penso, boccone a metà, davanti a quella fonte quotidiana di poesia e informazione che si intitola Blob, sabato sera dedicato interamente ad Aleppo in guerra.
Il montaggio viaggiava su un drone, con lui salivo e scendevo come dentro un ascensore impazzito, verso il basso le strade deserte e in alto i soffitti crollati. I lampadari ancora appesi, le ante ancora spalancate. Lacerti di carta da parati, una a fiori. Quintali di macerie. Un uomo-zombi attraversa una strada, i sottotitoli mi dicono di un'ambulanza, sento urlare qualcosa verso un altro che cade sulle ginocchia. Li lascio lì dove sono. Mi poso su un gruppo di persone, sono muti, scavano a mani nude. Un gomito, una maglietta a strisce sotto un cumulo di pietre. Il mio drone si alza ancora una volta, li lascio lì.
Forse il nome Aleppo viene da Aleph, da alfa, da inizio? Un'assonanza che mi racconta  solo il suo contrario ovvero la fine di tutto.
Atterro sul mio divano, mi viene da piangere. 
Hai preso il dolce dal frigo, Susanna?
Gli amici ci aspettano per cena, sono dentro una casa accogliente, con tanti bambini belli che ridono forte, felici, e inseguono un cane color biscotto che cerca rifugio dalle randellate sul muso con un tubo vuoto di Scottex trovato in cucina. Si è accucciato docile sotto il nostro tavolo, sulla tovaglia candele e qualche avanzo mentre noi continuiamo a chiacchierare di tante cose, ci sorridiamo e stiamo bene. 
Scandalosamente, stiamo bene.

(Dove sei?)

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