sabato 10 dicembre 2016

Come un anno fa

Tra l'ombra degli alberi
si sposta la mia ombra
luna d'inverno
(Shiki 1867-1902)


Torno sull'argomento "presepe". Ne inizio a vedere in giro, nelle vetrine dei negozi, nelle piazze, nei salotti casalinghi. Di zucchero glassato dal pasticcere, di terracotta sulle bancarelle, di plastica sugli scaffali natalizi dei Lidl di ogni città. Le faccine dei pastori sotto piccoli cappelli, micro zampognari muti, gesubambini attaccati alle mangiatoie con le braccine aperte, madonne con la testina perennemente reclinata e sangiuseppi eternamente perplessi. Mucchette e asinelli grigi non respirano il calore che abbiamo imparato alle elementari, zollette di muschio imbibito coprono pezzi di cartone, stagnole come laghetti, piccole luci intorno che si accendono e si spengono. 
Si accendono e si spengono.

Hanno perso la vita altri cinque bambini in un naufragio.
Ecco il mio presepe, l'ho capito adesso. Eccolo qui.
Ecco il mio presepe di naufraghi in fuga, di cristi che tentano di spostarsi da uno stato oppressore verso il mare, di madonne che piangono lacrime vere, di bambini da adorare.
Le loro ombre di "presepe morente" mi perseguitano.

(Statuina)


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