mercoledì 21 dicembre 2016

5 libri di poesia - Natale 2016

Ho del riso
dei libri
e persino del tabacco
(Santōka 1882-1940)

Questa è la lista natalizia dei libri che metterei sotto l'albero di coloro che mi leggono, l'ho stilata facilmente, è bastato pescare dalla mia libreria. Badate, però, è una lista incompleta, fatta al volo, e sempre, inesorabilmente, in perenne costruzione.
E' questa, e ve la illustro con gioia, ed è tutta poetica.
Sono cinque testi che amo, vecchi, nuovi, non importa, tra i grandi autori mi permetto di aggiungerne uno più "piccolo", nella "mia" lista. E impilando i libri per la foto scopro una caratteristica comune ai cinque testi: il tempo.


- Mark Strand "L'inizio di una sedia", Donzelli (trad. Damiano Abeni)
E' il tempo di una giornata. Ovvero della possibilità di osservarla attraverso le sue ore, una dopo l'altra.
Serenità o disperazione? Per me Strand è come se avesse un passo leggero, lo immagino, tra le persone o le cose, felpato. Ma è il suo sguardo distante a colpirmi.

Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
(...)


Antologia palatina. Tutte le poesie d'amore, a cura di Guido Davico Bonino, Einaudi
E' il tempo eterno.
Possibile che questo qui, morto nel 300 a.c. e passa, provi tutto questo...amore? Come quello nostro, qui, che proviamo noi oggi? Possibile che il suo sentire sia il mio, il suo sospiro sia il mio, il suo desiderio identico al mio?
E prendono vita, leggendoli, autori antichi e persi nel tempo e ogni epigramma restituisce al suo autore capelli, odore, sapore, occhi.

Ora sei bello, che hai per chi t'ama l'età. Ma se pure
sposi, Diodoro, non ti lascio mai


- Peter Handke "Canto alla durata", Einaudi
E' il tempo sospeso. Una meditazione  filosofica in forma di poemetto:

(...)
e mi venne così di descrivere
la sensazione della durata
come il momento in cui ci si mette in ascolto
il momento in cui ci si raccoglie in se stessi
in cui ci si sente avvolgere
da cosa? da un sole in più,
da un vento fresco,
da un delicato accordo senza suono
in cui tutte le dissonanze si compongono e si fondono insieme.
“ci vogliono giorni, passano anni”
Goethe mio eroe
e maestro del dire essenziale,
anche questa volta hai colto nel segno:
la durata ha a che fare con gli anni

con i decenni, con il tempo della nostra vita
(...)


- Guido Gozzano, Tutte le poesie, Einaudi
E' il tempo passato, irrimediabilmente passato anche quando lo si vive.
Il tempo di farfalle. E di acciottolìo, di ricordi, di manine, di confetterie. Il grande temperamento costretto nel fisico fragile, la morte a soli trentadue anni

Un fluido investe il torace, frugando il men peggio e il peggiore
trascorre, e senza dolore disegna su sfondo di brace

e l'ossa e gli organi grami al modo che un lampo nel fosco
disegna il profilo d'un bosco, coi minimi intrichi dei rami
(...)

E poi il viaggio in India all'inizio del novecento, già malato, e ancora la sceneggiatura di un film.
Un eterno ragazzo che mi ha insegnato ad amare la vita e la morbidezza voluttuosa delle parole.


- Francesco Targhetta "Perciò veniamo bene nelle fotografie" ISBN
E' il tempo "precario", quello trascorso nei call center e al bar per l'aperitivo.
Il tempo della giovinezza come per i tanti eroi minimi che vediamo in giro aggrappati al telefonino, con il tatuaggio e lo sguardo triste o quelli che partono, se ne vanno via, sogni e specializzazioni in tasca

.  senti, come una pioggia,
dall'auto e il finestrino abbassato,
il sapore del pino e della gaggia
mescolarsi al tarassaco di marzo,
al bicarbonato, al denso smog
screpolato sui muri
e su case con parabole in terrazzo,
        e poco vale leggere
pubblicità per averne indicazioni
sulla propria dispersione, perché
siamo dappertutto, ma più che altrove
nei bar per gli immigrati, in cabine
telefoniche reduci di guerra,
negli aerei di compagnie low cost
che falliscono nel pieno di un volo,
e ci sovrastano, a qualunque ora,
facendo angoli di quaranta gradi
   con i nostri tragitti provinciali -
ma essere fiacchi è un lavoro per altri,
che a farlo ci troveremmo spacciati,
come gli uccelli contro le barriere
                   lungo le tangenziali.
Perciò percorri queste praterie
di outlet e benzinai self service:
per andarti a conquistare, al di là
di quaranta chilometri
             di frazione secessioniste,
uno spazio per caso svuotato
da una prof ruzzolata dal bus.
-






Nessun commento: