martedì 12 luglio 2016

Topi de Roma

Chiacchiericcio
tra i nidi dei passeri
e dei topolini
(Bashō 1644-1694) 


Vorrei dire a chi si sorprende dei topi romani, in questo caso topi di periferia (la periferia, si sa, in certi casi è utile, ti rende subito "vicino" all'elettore) che i topi, a Roma, sono ovunque. Là, qua, sotto, laggiù, non scostare quello, in alto lassù.
Sono proletari a Torbella, aristocratici in centro, radical chic lungo il Tevere e chiacchierano e ballano come accade in tutte le città che hanno un fiume o un porto qualsiasi (leggi notizia QUI).

Un luglio di qualche anno fa, la luna nel cielo, un filo di ponentino e cuori volanti. 
Convinta che il mio accompagnatore mi facesse piedino sotto il tavolo - apparecchiato di una bella cena romantica nei dintorni di Piazza Navona - guardo in basso, verso il mio sandalo con il tacco, sfidante dei sampietrini più infidi, e cosa ci vedo seduto comodo? Un topo. Un topo sul mio piede mezzo nudo!!!
La farsa del cameriere con la scopa e l'aria finto preoccupata ve la risparmio, i nostri occhi che da sognanti ora escono dalle orbite, come nel più banale dei cartoni animati, continuo a pensarli sganasciandomi.
Ah sì, voi volete conoscere di quale colore fosse la giunta capitolina dell'epoca. Ma non credo sia una notizia fondamentale per i topi.

(Foto scattata da topo romantico)





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