venerdì 10 giugno 2016

Pioggia e sogni

Nella pioggia primaverile
fa un grande sbadiglio
la bella signora
(Issa 1763-1828)

Piove. Potrei essere io la bella signora, ma invece pensavo alla Romagna!

Piove a dirotto anche sulla trasferta di Radio Tre a Forlì, ma non importa. Un pezzo di Italia funzionante e accogliente, la Romagna. Mi piace la sua architettura metafisica; la stazione grigia e il colpo di arancio di un palazzo, archi slanciati su piazze squadrate, fughe prospettiche, geometrie da sussidiario, il cono, il cilindro, il cubo. L'asfalto lucido di pioggia rende tutto ancora più sognante. 
De Chirico e Melozzo da Forlì. Anche Donghi, Piacentini e Hopper. E Fellini. 
Da qui il mare di Rimini è solo da immaginare, con le estati tutte uguali da passare a Cervia, Riccione, Pinarella, con le bici e la piadina e uscendo da alberghi allineati come su uno scaffale, vecchi soprammobili assurdi, c'è quello a forma di casetta nel bosco, quello che sembra un salvadanaio, quello uguale a una torta. Le discoteche, lo struscio, il gelato, la parlata morbida come una promessa per notti indimenticabili.
Un paesino nell'interno si chiama Premilcuore.

Siamo arrivati ieri sera e dopo cena, alcuni di noi, hanno fatto un giretto a piedi. Spiove? 

Un assolo di chitarra rompe il silenzio del giovedì notte. Nel piccolo locale di musica dal vivo, Hotel California sento che va a palla. Tre attempati musicisti magri, capelli grigi e lunghi, vecchi leoni del rimorchio, oggi un po' stile Aristogatti, la suonano come per l'ultima volta.
Qualche tavolo, i boccali mezzi vuoti di birra, una coppia di sessantenni ride tra le effusioni. Un vecchio motociclista con borchie e tatuaggi e la sua donna bionda e scollata con lo sguardo malinconico che si baciano tra le note. 
Fellini diventa Altman, Forlì diventa Nashville ed io amo i protagonisti del mio film.


(Nashville. La piazza principale)















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