lunedì 28 settembre 2015

Cicala 1

Sembra risuonino 
anche le campane
frinire di cicale
(Basho 1644-1694)




Da oggi, approfittando di un piccolo periodo di vacanza che mi sono presa, pubblico tre puntate di una storia.  
Sembra finta, inventata, vi avverto. Ma è successo tutto proprio così. Quale kigo più giusto di frinire di cicale per un'estate ormai definitivamente conclusa? E per chi, come me, che ancora vuole godersela un po'? Sono in giro, cicalando, per una settimana di vacanza che festeggio con questo ricordo in tre puntate (fino a mercoledì). 
La storia riguarda una cicala, anzi parte proprio da una cicala. 

Una dozzina di anni fa finiva un periodo faticoso, una di quelle onde anomale che ogni tanto travolgono la vita. Ma mi sentivo meglio, rifiorivo piano piano e passeggiando per il centro metto gli occhi su una spilletta che mi guardava da una vetrina. Cosa da poco, ma proprio la "mia" spilla. Era una cicala di plastica, vecchiotta, anni sessanta. Basso il prezzo e su di me fascino immediato. Entro, compro e attacco al bavero. In un attimo. E in attimo la eleggo mia porta fortuna ufficiale.
Passano gli anni, alti e bassi, solitissime cose che capitano a tutti, arriviamo a maggio 2014. Ricordo bene la data perché tornavo dal Salone del Libro di Torino. In treno. Caldo di primavera inoltrata, trolley, giacche, giornali e libri, mi siedo, mi alzo, metto la presa per iphone, insomma... la cicala si stacca dal abvero e la perdo. Me ne accorgo a casa e in un flash la rivedo per terra, credo anche di aver risentito mentalmente il suo toc sul pavimento del treno. 
E va bene. E'' andata cosi'. Pazienza. 
Una mattina di domenica, ma di un anno dopo, siamo a maggio di questo 2015, e dodici anni dopo l'acquisto, mi sveglio con il pensiero di andare al mercatino di piccolo antiquariato di piazza Augusto Imperatore a Roma. Fin qui niente di strano. Ma se dicessi che l'idea che mi fa scendere dal letto è quella di poter ritrovare la spilla-cicala? 

(prima parte)



(Una domenica)



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