mercoledì 15 luglio 2015

Plutone

Nella sera che è rapida a svanire
risplendono le stelle.
Campi spogli. 
(Yosa Buson 1716-1783)



Della vita di Yosa Buson sappiamo pochissimo. Un monaco zen amante degli haiku e della pittura e che ha speso la sua vita tra Tokyo e Kyoto. Tutto qui. Una stella nell'infinita galassia umana che ha lasciato una piccola scia luminosa ancora oggi, per nostra fortuna, visibile.

Nella sera che è rapida svanire siamo oggi testimoni di un piccolo grande avvenimento: l'avvicinamento della sonda New Horizon a Plutone che, a 50 mila chilometri all'ora, raccoglie immagini e dati passando dietro il pianeta nano per osservare il sole mentre viene eclissato.
A colpirmi di questo viaggio così importante - si tratta di un grande passo avanti per la ricerca e la conoscenza - anche il contenuto così infinitamente umano che la sonda si porta dietro. Hanno difatti caricato a bordo anche alcune testimonianze che in questo momento volano supersoniche nello spazio: il cd con i 434mila nomi di chi ha voluto in questo modo partecipare al viaggio stellare, la foto dei tecnici che hanno costruito la sonda, un francobollo commemorativo e l'urna con le ceneri dello scienziato Clyde Tombaugh che nel 1930 scoprì proprio Plutone. Piccole cose in un piccolo bagaglio.
Ma se riflettiamo su tutta la vita - e le vite! - che rappresenta simbolicamente questa valigetta che la sonda porta con sé, ecco che diventa grande. Ma trattandosi in effetti di "un niente" sparato nell'infinito, questo infinitamente grande e infinitamente piccolo allo stesso tempo, secondo come li si osservi, mi riempiono il cuore di inaspettata tenerezza.


(tracce sulla terra)



  

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