giovedì 11 giugno 2015

Sera

Sera:
tra i fiori si spengono
rintocchi di campana
(Bashō 1644-1694)



Ieri è stata per il mondo letterario la sera della cinquina del premio Strega. Il micro universo dei libri si è stipato a casa Bellonci che formicolava dell'annuale trepidazione di scrittori, editori, giornalisti e uffici stampa. È questo il piccolo universo che un po' conosco e che ogni tanto frequento, persone che incontro ai festival, ai saloni dei libri, nelle trasmissioni di Radio3... (QUI i nomi).

Una decina di anni fa, a Torino, in una lontana serata organizzata da Feltrinelli in occasione del Salone del Libro, ebbi l'occasione di conoscere l'intellettuale Khaled Fouad Allam, di cui proprio ieri sera ho appreso la scomparsa così, casualmente. Era una serata afosa come quella di ieri. Era una festa e quindi si cenava e si ballava come in tutte le feste.
Non ci tengo a ricordare qui la sua figura di intellettuale, anche controversa, in molti lo faranno molto meglio di me. O elencare tutti i suoi interventi a Fahrenheit sul mondo islamico.
Per me sarà sempre quello strano ballerino che nonostante la notevole stazza sembrava leggerissimo, la cui bella voce dall'accento francese avrebbe salvato le scalette più complicate dei programmi radiofonici in cui l'avrei invitato negli anni seguenti. 
Un intellettuale dalla personalità complessa di cui avrei detto: sempre sorridente e cordiale ma con lo sguardo come "altrove". Un eccentrico? Forse. 
Per me rimane scolpito mentre contava passi e tempo (sia-mo i watu-ssi, sia-mo i watu-ssi) braccia ondeggianti, e ancheggiava al ritmo di non so più cos'altro, con serietà e classe innata come solo gli arabi possono permettersi senza timore di essere ridicoli.

L'ho saputo ieri sera, così, e mi è dispiaciuto molto.


(Sera romana)







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