venerdì 10 aprile 2015

Verde

Nei campi di neve
verdissimo il verde
delle erbe nuove
(Konishi Raizan 1654-1716)




"Se entri su in casa mia in piedi, sai che puoi uscirne steso!" urlava giorni fa il leader leghista-televisivo, tirando anche per la tonaca Don Milani, alla folla canuta e spennacchiata che si era radunata in Piazza del Popolo a Roma. Poi rincara aggiungendo che raderebbe al suolo i campi rom. 
Ma quanto si è lucrato su questi campi, tutte le inchieste in corso, i milioni di euro mai arrivati? Lo share si alza a colpi di "casa mia" e "casa loro" (QUI)"tenerli a pranzo, cena e colazione" e non con argomenti seri.

A proposito della censura della parola "zingaro" operata oggi da FB, propongo una battaglia, forse ancora più mirata. 
Partiamo dal "verde". Sottraiamo questo verde verdissimo a foulard e spillette, cravatte, felpe e sagre di campanile. Sottraiamo al merchandising politico demagogico, quello di slogan razzisti e violenti, oltre al "verde", anche il "nuovo", le "case", la "libertà", il "sociale", la "forza". La "sicurezza"!
Tuteliamo l'italiano! Riprendiamoci queste parole di tolleranza e integrazione e che rendono la nostra lingua bella e sorridente. E meno verde biliosa.


(-senza parole-)













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