lunedì 16 marzo 2015

David

Notte di neve
c'è della gente
che passa in silenzio
(Issa 1763-1827)



È accaduto tre giorni fa, un fatto violento, quelli da cronaca nera che di solito non leggo, non seguo, tantomeno nelle sugose ricostruzioni televisive.
Eppure eppure, sarinagara sarinagara, come avrebbe detto Issa Kobayashi (qui), eppure...
Eppure non posso non pensarci e non pensare all'esempio dei familiari di David.
David Raggi passava ed è stato sgozzato. Niente Isis, nessun ostaggio, nessun credo assoluto e alternativo, non si vede deserto su questo sfondo. Siamo solo a Terni, un giorno qualsiasi, sotto casa. David passa e un uomo ubriaco lo sgozza con una bottigliata. L'uomo è marocchino, niente permesso, vita criminale, furti e rapine (notizia qui).
Eppure...

"Che mio fratello non diventi il simbolo della lotta all'immigrato, non l'avrebbe mai permesso. Faceva persino volontariato al 118. Era una persona buona con tutti, non accetterebbe che la sua morte servisse a far partire una campagna d'odio contro gli stranieri. Vorrei che lo Stato ci aiutasse ad avere giustizia e non perché è straniero ma perchè ha sbagliato. E chi sbaglia deve pagare."
Leggo che i familiari di David hanno ricevuto una rappresentanza della comunità marocchina, contrita e silenziosa, in casa. 
Ed è questo antico haiku scritto da Issa, tra i monaci zen il genitore che ha più sofferto, con questa sua neve fredda su gente silenziosa dal passo stanco, che copio e incollo qui. Ammirata e commossa.

(Silenzio)


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