giovedì 5 marzo 2015

Distrazione

Sono vivo, sono vivo!
Provo ad asciugarmi
il sudore dal viso
(Nakamura Kusatao 1901-1983) 




Povero Kusatao, chissà a cosa si riferiva! Per quanto ne so io, questa mi sembra la frase tipica di chiunque riesca a tornare a casa illeso dopo aver attraversato Roma nel traffico. In macchina, o peggio ancora, in motorino. 
Quando arrivo, spesso bacio lo zerbino, un po' come faceva Wojtyla  quando si prostrava a terra in segno di ringraziamento per il Paese che lo ospitava.

Secondo un'indagine recente, è la distrazione la causa numero uno degli incidenti stradali in Italia e, leggendo qua e là, apprendo che a Torino si è pensato a un progetto di sicurezza per gli studenti in età da patente, visto che in auto saranno tutti, o quasi, distratti dal cellulare (notizia qui)

Ok, ok. Ottima iniziativa. Però il problema non riguarda solo i giovanissimi! Perlomeno i ragazzi hanno i riflessi pronti e sono già geneticamente modificati in settaggio multitasking dalla nascita.
Invece dovrebbero fare dei corsi agli anta! Resettando la testa di coloro che alla guida ci stanno da anni! Ad esempio, un bel backup ai quarantenni presbiti in acchiappo su FB, ai cinquantenni cultori del selfie al volante o del chattaggio sfrenato che li fa finire sulla corsia opposta. E a quelli da controllatina compulsiva. Dita pazze, colli storti piegati sul cellulare incastrato nella clavicola, sciarpe che si attorcigliano agli auricolari che si attorcigliano al volante, lingue furiose nei soliti soliloqui da abitacolo e occhi sparati ovunque tranne che sulla strada. 



(Ctrl e Alt!!! Insieme, però!)






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