lunedì 29 dicembre 2014

LUGLIO 2014

Anitre, non gridate:

dovunque andiate,
il mondo non cambia.
(Issa 1763-1827)


La bella serata estiva mi strappa dalle grinfie del divano e mi porta a un concerto di musica contemporanea all'aperto che si teneva nel magnifico giardino della Filarmonica a Roma. Il programma prevede Macchine inutili di Francesco Antonioni (link), uno dei compositori più interessanti del panorama italiano, e brani di Jorg Widmann, Julia Wolfe, Thomas Adès e Louis Andriessen. Nell'attesa che i musicisti inizino, giro un po' per il luogo che tanti anni fa ha visto sbocciare, ma non svilupparsi (fortunati!) la mia passione per il canto. Ancora emozionata, erano una trentina d'anni che non ci tornavo, cerco posto per assistere al concerto.
Stasera si esibisce l'Imago Sonora Ensamble. Schhhh! Si incomincia!

Quando i musicisti attaccano Workers Union di Louis Andriessen (link) tre anatre, meravigliosamente in fila una dietro l'altra, buone buone, attraversano lo spazio tra la prima fila e il palco, e trovano letteralmente posto tra il pubblico.



La musica di cui nel video sentite un frammento fu scritta, e ce lo dice l'autore, "per un qualsiasi gruppo di strumenti che suoni forte" , e in effetti richiede - anche all'ascoltatore! - forza ed energia. 
Dissonante e aggressiva, il suo "suono" politico parte già dal titolo e, leggendo il programma, per Andriessen l'opera avrà successo se ogni strumentista suonerà in modo tale da rendere fondamentale la sua parte, proprio come deve succedere, sempre per l'autore, nell'attività politica.

Ma il maestro non aveva previsto le anatre. E forse neanche questo haiku di Issa.

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