martedì 11 novembre 2014

Aceri rossi

Rinuncia al mondo
il villaggio dei miei cari -
i suoi aceri rossi!
(Yosa Buson 1716-1784)



Oggi dedico lo haiku a Roberto Saviano e a chi, come lui, ha dovuto "rinunciare al mondo" in nome della lotta al sistema. E penso a tutti coloro che, scegliendo la strada della giustizia e della legalità, vivono nell'angoscia, lontani da tutto, guardano impotenti la loro vita stravolta, le amicizie cambiate, le scelte segnate, gli amori finiti. Uomini e donne a cui  dobbiamo sempre attenzione e luce.

Ieri i boss dei casalesi, che Saviano ci ha fatti ben conoscere, Iovine e Bidognetti, accusati di avere minacciato lui e Rosaria Capacchione, sono stati assolti per non avere commesso il fatto (notizia qui)La condanna riguarda esclusivamente il loro avvocato. 

Il mio pensiero va alla sentenza Cucchi di qualche giorno fa che sembra dire che il ragazzo fece tutto da solo.


(Foto che ho fatto durante un Fahrenheit di un paio di anni fa. Negli occhi di Saviano "aceri rossi")





3 commenti:

Anonimo ha detto...

A volte viene voglia di rinunciare al mondo, nel senso di abbandonare la speranza che qualcosa cambi...e così pensare solo a come puoi sopravvivere nel tuo piccolo.
Poi, come hai scritto tu, cogli lo sguardo di qualcuno: il tuo compagno di protesta silenziosa nella piazza, il debole sul bordo del marciapiede: aceri rossi per cui vale la pena continuare. Proprio in qs momento stanno intevistando saviano al gr3! Sì vale la pena. fulvia

Susanna Tartaro ha detto...

Bello vedere "aceri rossi" negli altri. Superi meravigliosamente il senso che gli avevo dato io (ricordi, famiglia, cose care). vedere tutto questo negli altri è ancoro più intenso. Grazie fulvia, commenti così mi fanno solo venir voglia di continuare con il blog (quando penso di mollare!). ho incollato sulla pagina FB. Grazie ancora e ciao S.

Anonimo ha detto...

Ciao Susanna,
come al solito poche sillabe ma profonde che ti aprono un mondo. Bella l'immagine degli aceri rossi...No, no non chiudere il blog lo leggo sempre silenziosamente ... Rosaria