venerdì 10 ottobre 2014

Budda, bronzi e fiorellini

Il Sacro Budda
anche nel sonno
riceve fiori e denaro
(Issa 1763-1827)



Questa bella immagine di Issa sulla statua del Budda Amida, sonnacchioso e di pietra, mi riporta ai nostrani Bronzi di Riace e alle loro recenti vicissitudini. 
Le ultime notizie ci dicono che rimarranno a casa (notizia QUI)Annullate le vacanze milanesi per questi due fusti colossali. Nessun viaggetto all'EXPO con tutti gli onori e nessun red carpet per i due riccioluti avanti Cristo (uno dei quali assomiglia un po' a Thomas Milian, non trovate?). 
Ho cercato di capire meglio la dibattuta questione: tappe, pareri e garanzie chieste e ricevute si sono susseguiti su vari giornali in modo un po' - frammentario? ideologico? -  confondendo chi tentava di costruirsi un'opinione in merito. 
La decisione comunque è stata presa e non si discute. Ma... 

Esco dalla storia dei Bronzi per affrontare la cosa più in generale. Non sono nè un perito, nè una storica dell'arte ma rimango sempre più convinta che le opere debbano muoversi, debbano farsi conoscere. 
Proprio oggi, nel mondo della condivisione virtuale a oltranza, è urgente abbandonare feticismi ideologici per sperimentare nuove forme di conoscenza quanto più "tangibili". 
Proprio negli anni dove tutti sanno tutto senza sapere veramente e ci si forma con Wikipedia con un metodo conoscitivo indotto dagli algoritmi di google. 
E' urgente proprio ai nostri giorni, quando ci rintaniamo nella cameretta col PC, chiudendo fuori il mondo, e pensiamo - tapini - di averlo in mano! 
Ovviamente, tutto deve contribuire a tutelare l'integrità delle opere d'arte, ma vuoi che non ci siano oggi i modi per garantirla? Ancora con la storia del contesto culturale? Anche se coincide con incuria e solitudine e al massimo due biglietti venduti? 
Non mi scandalizzerei se trovassi un Van Gogh o un Caravaggio in un grande mall commerciale di Minneapolis o di Tokyo. O un bel sacco di Burri - pensate che cortocircuito politico! - a Dubai, osservato, tra un acquisto e l'altro, da sceicchi ingioiellati .  
Che l'arte possa venire fruita, usata, imparata, assimilata, fotografata, condivisa! E che non sia sussiego e silenzio. E ragnatele.
Che la cultura circoli, giri in mezzo al casino dei nostri tempi senza museificarsi!
Altrimenti si perde una battaglia importante. E pazienza se si sbecca un po' quell'anfora romana o si scrosta quel fiorellino. E pace se, una volta scesa dal suo piedistallo, l'arte crea anche movimento di denaro.     
W la vita delle opere d'arte! 


(Fiore in marmo di Carrara realizzato da Antonio ascoltatore di Radio3. Mica male?!)




               

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