mercoledì 3 settembre 2014

Come in and win!

Tornata ancora
al bicchiere di saké
la mosca annega
(Uejima Onitsura 1661-1738)


Ricerche effettuate sulla ludopatia evidenziano che: i giocatori dipendenti hanno circa cinquantanni, in prevalenza sono maschi e con licenza media. Altri studi più recenti rilevano che l'età si è fortemente abbassata e il numero degli adolescenti impelagati nelle scommesse è in forte crescita. Le slot dei bar sono in genere preferite subito dopo i grattaevinci (è possibile anche cambiare bar, no? Intanto una bella notizia dal Piemonte che linko qui).
Psicologicamente i giocatori dipendenti hanno i nervi a pezzi: programmare sempre nuove giocate provoca ansia e stress. E genera sicuramente angoscia ricorrere ad azioni illecite o disperate per trovare il denaro necessario per fare fronte ai debiti. Insomma si perdono affetti, famiglia, soldi e ci si gioca la salute. 
I soldi che girano sono palate, molti incrementano il malaffare e veramente pochi vanno nelle casse dello Stato (le cifre? qui).  Attraverso un'empirica ricerca personale sul campo, ovvero osservare chi esce dal bingo, ho rilevato che i frequentatori sono perlopiù grigi pensionati dall'aria scarmigliata e incarognita. 
Ma allora qui si bluffa! Qui qualcuno bara!
Le persone ritratte nell'insegna che ho fotografato non sono affatto simili all'identikit che gli studi sulla ludopatia hanno tracciato in questi ultimi anni! Qui non vedo mosche! Sono tutti belli, giovani, con abiti alla moda. Non un'ascella sudata o una carie, un pelo superfluo o un conto in rosso! Vedo invece un'incantevole galleria di persone levigate e realizzate, con sguardo professionale e fronte distesa, donne seducenti in compagnia di un uomo elegante e rassicurante. 
Tutto senza eccessi e possibile, un po' della "porta accanto", un po' da pastarelle domenicali magari dopo la messa.
Diabolico.


(Come in and win. Sicuro!)

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