mercoledì 30 luglio 2014

Onsen

Uccelli e passere
a mollo 
nel bagno pubblico
(Santoka 1882-1940)

Chi segue il Dailyhaiku conosce la mia venerazione per il monaco zen più sfortunato di tutti ovvero il mitico Taneda Santoka. QUI e LI' lì, ora con un pretesto ora con l'altro, ho tentato di tratteggiare la personalità - nei limiti di quanto ho raccolto in giro su libri americani e su quel poco che è stato tradotto in italiano - del mio umile combattente del quotidiano.
Alcolizzato e solitario, un drop out diremmo oggi, ma che è stato capace di volare altissimo attraverso i suoi versi. La sua anarchia, anche verso le rigide regole della composizione degli haiku, la sua insofferenza dolente e ironica per tutto e tutti, la sua semplicità mi hanno catturata.
Ovviamente non ho nulla in comune con lui (né le vette della poesia né l'abisso della depressione), tanto meno lo sguardo trasparente sulla realtà... ma una cosa l'ho trovata!
Entrambi siamo felici quando ci rilassiamo in un onsen, in un bagno termale (link). I suoi erano luoghi modesti e di passaggio, a conduzione familiare - alcuni, ci racconta, con giacigli non pulitissimi - ma dove una zuppa calda, o ancora meglio del saké, erano garantiti. Se il clima non è clemente, se l'estate è autunnale, dopo una giornata difficile e stancante, esiste qualcosa di meglio?
Santoka, a questo momento di relax tra un pellegrinaggio e l'altro, ha dedicato notazioni e haiku divertenti come quello che apre il post di oggi o come questo che lo chiude:

Nel bagno
nudi
conversazione animata


(Saturnia. Uccelli e passere)






















  

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